La cucina israeliana e il Carmel market di Tel Aviv

I colori della frutta nei mercati israeliani – ©SarahScaparone

di Sarah Scaparone

La cucina israeliana è costituita da un fantastico crogiolo di piatti provenienti da ogni parte del mondo. Mangiare in Israele equivale a vivere esperienze culinarie le cui radici nascono nel bacino del Mediterraneo e nei paesi limitrofi, ma anche nell’est e nel centro Europa. Si dice infatti che questo melting pot di cui la cucina è l’emblema, sia stato generato da un forte fenomeno di immigrazione che ha investito il paese portando sul territorio israeliano persone provenienti da più di ottanta nazioni, con il loro bagaglio di culture e tradizioni che sono state rispettate, ma anche rivisitate, dalle diverse generazioni che si sono susseguite.

Sicuramente una forte influenza sulla cucina locale è da attribuirsi agli immigrati provenienti da paesi vicini come Egitto, Iran, Iraq e Siria, ma anche dalle principali nazioni del Maghreb. Gli abitanti di Tunisia, Marocco, Algeria e Libia che si sono trasferiti in Israele hanno infatti influenzato lo stile di vita locale non solo con la loro cultura, ma anche con la cucina e le usanze a tavola. Israele condivide inoltre con Grecia e Turchia l’utilizzo delle spezie e delle erbe, della cipolla e dell’aglio, dello yogurt, delle olive, dell’olio di oliva (anche per friggere) e della frutta fresca. Ma l’ortaggio emblema di Israele e quello che accomuna maggiormente queste tre nazioni è la melanzana che può essere preparata ripiena, alla griglia, arrosto o con la salsa di sesamo (Tahini). La trovi ovunque: cucinata dai grandi chef o nei piccoli chioschi delle aree urbane, nei locali veraci come in quelli stellati. Ed è sempre buonissima.

Già perché qui verdura e frutta pare abbiano profumi e sapori completamente diversi dai nostri e avventurarsi per i mercati di Mahane Yehuda a Gerusalemme o di Carmel a Tel Aviv ne conferisce la prova: un vero e proprio tripudio di colori che già solo con lo sguardo riempie il cuore.

Il Carmel Market di Tel Aviv è  il più famoso mercato locale, vero cuore pulsante della tradizione cittadina. Aperto tutti i giorni tranne il sabato, si estende principalmente lungo Carmel Street, un’antica strada commerciale stretta tra il vecchio quartiere Yemenita e Nahalat Binyamin Street. Qui il caos e il brulicare di attività commerciali conferiscono al luogo un’atmosfera autentica, reale, genuina. La scelta è varia e spazia dall’abbigliamento al cibo declinato in tutti i suoi aspetti. Oltre agli acquisti da effettuare in loco, il Carmel Market va vissuto per assaggiare le specialità locali proposte nei tanti chioschi e piccoli ristoranti della zona. Uno per tutti, entrando da Allenby Street, è il banco dei Borekas, piatto tipico della tradizione delle comunità ebraiche originarie della Turchia: una pasta sfoglia salata con formaggio, patate o spinaci deliziosa appena sfornata. Una sosta meritano anche: Missadat Julie, dedicato alla cucina egiziana; il ristorantino Missadat Shimon, il re delle zuppe della tradizione yemenita; Shlomo e Doron, aperto nel 1937, vero luogo di culto per assaggiare l’hummus alla yemenita, cioè con una purea di fave calda e dell’uovo sodo; il Café Cohen dove il proprietario Schlomo Cohen, professore di ebraico in pensione, è un grande appassionato di musica lirica e tiene ogni venerdì alle 13.00 un concerto di 20 minuti per i suoi clienti.

 

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