Zenobia: il primo ristorante siriano di Torino

Hummus

di Federica Giuliani

Zenobia non è solo un ristorante dove assaggiare cibo mediorientale, ma è anche un esempio di libertà, salvezza e integrazione.

Arrivata un paio di anni fa in Italia grazie ai Corridoi Umanitari di Sant’Egidio, la famiglia Makawi è originaria di Homs, città siriana ormai distrutta dalla guerra. Dopo aver imparato la lingua e aver fatto un po’ di esperienza in altri ristoranti, mamma, papà, cinque figli e un nipotino hanno deciso di buttarsi in questa avventura, che è già un successo. Difficilmente, infatti, riuscirete a trovare un tavolo libero senza aver prenotato.

Felice per la novità, andai a provare il ristorante il giorno stesso dell’apertura ma prima di scriverne ho preferito tornare, e ho fatto bene. Il cibo è stato ottimo fin dal primo assaggio, ma quei piccoli difetti di servizio, naturali all’inizio, sono stati corretti e ora sedersi al tavolo di Zenobia è puro piacere.

Le foto ai muri ricordano una Siria che purtroppo non c’è più, ma lo scopo dei proprietari è anche quello di raccontare attraverso il cibo un Paese che non è solo guerra: è storia e cultura. Forse le norie di Homs non cigolano più, ma i suoi sapori restano intatti in questi piatti. Se non avete mai assaggiato la cucina mediorientale, rimarrete incantati dai sapori decisi ma equilibrati, dalle spezie ma i troppo invadenti, dalla generosità delle porzioni e dalla leggerezza, dovuta alla tanta presenza di verdure. Ma se, come me, avete la fortuna di aver visitato la Siria, verrete travolti da un’incontenibile nostalgia dei medesimi sapori gustati nel mercato di Aleppo o poco fuori dalla moschea degli omayyadi di Damasco.

Per la famiglia Makawi è un modo di tramandare ricordi, dimenticando quelli brutti, e inseguire un sogno che si chiama felicità, lontano dalla guerra.

Da assaggiare

Falafel

Le falafel, che qui fanno a forma di ciambellina, le kofte – polpette di carne e spezie – ma anche tutti gli antipasti: chiedete di fare un assaggio di tutto un po’. Giornalmente viene proposto anche il piatto dello chef. Consiglio di non esagerare con le ordinazioni: le porzioni sono veramente abbondanti e rischiereste di avanzare molto cibo.

Baterch: ragù di agnello su polpa di melanzana

Da bere

Niente alcol da Zenobia, ma con un un buon tè alla menta (non zuccherato) si pasteggia altrettanto bene.

Costo: per un pasto completo si spendono in media 20 euro, ma scegliendo solo un piatto unico si scende a 10, bevanda compresa.

Un motivo per andare: per i cibo, naturalmente, per la gentilezza della famiglia, ma anche per contribuire a realizzare un sogno.

Voto

Zenobia | Corso Giulio Cesare 20, Torino | t 329 291 2912

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